Una legge per il vuoto a rendere

22 Ott 2015

Una legge per il vuoto a rendere

Se ne parlava da tempo, ma ora pare sia davvero giunto il momento: il sistema del vuoto a rendere, fortemente sostenuto dalla nostra categoria, diventerà a breve legge applicabile nell’intero territorio nazionale. Attualmente in discussione al Senato, il provvedimento a breve ritornerà alla Camera per la definitiva approvazione.

Nello specifico stiamo parlando del D.D.L. 1676 recante “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell`uso eccessivo di risorse naturali”. Tale norma, all’articolo 25 prevede espressamente l’introduzione del sistema del vuoto a rendere,  toccando da vicino gli interessi di tutti gli operatori della filiera Horeca.

È importante sottolineare l’importanza di tale disposizione, non solo in quanto norma di civiltà e buon senso ma anche e soprattutto perché questa si pone innanzitutto in linea con la recentissima Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni “Verso un`economia circolare: programma per un` Europa a zero rifiuti”. Come noto, l’Unione Europea ha infatti stabilito che la transizione verso un`economia più circolare debba essere al centro dell`agenda per l`efficienza delle risorse stabilita nell`ambito della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Dunque, utilizzare le risorse in modo più efficiente e garantire la continuità di tale efficienza non solo è possibile, ma può apportare importanti benefici economici per tutte le categorie.

Va premesso che la disposizione del Vuoto a rendere è stata oggetto, nel corso del suo iter legislativo di  diverse modifiche. Il percorso legislativo iniziato con la proposta di legge n.2285 presentata dall’onorevole Stefano Vignaroli, è stata successivamente supportata dal Senatore Stefano Vaccari. Gli ultimi passaggi del dispositivo legislativo sono stati oggetto di valutazione e approvazione da parte  di Italgrob, attraverso uno specifico lavoro di lobby attuato dal Direttore Generale Dino Di Marino e dai suoi collaboratori.

Cosa prevede l’art. 25?  Il testo dispone che al fine di prevenire la produzione di rifiuti di imballaggio e di favorire il riutilizzo degli imballaggi usati, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione è introdotto in via sperimentale e su base volontaria, il sistema del vuoto a rendere su cauzione per gli imballaggi contenenti birra o acqua minerale serviti al pubblico da alberghi e residenze di villeggiatura, ristoranti, bar e altri punti di consumo.

L’articolo specifica inoltre che la sperimentazione avrà una durata di dodici mesi e che entro 90 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, si dovrà stilare un regolamento per la sperimentazione. Cosa dovrà prevedere il regolamento, che in sostanza sarà l’elemento dirimente sul vuoto a rendere? Il regolamento determinerà innanzitutto  i valori cauzionali per ogni singola tipologia di imballaggi prevedendo che al termine della fase sperimentale, sentite le categorie interessate, si valuteranno gli esiti di tale sperimentazione estendendo il sistema del vuoto a rendere anche ad altri tipi d`imballaggio, di prodotto nonché ad altre tipologie di consumo.

Come già detto, la Federazione Italgrob, si è fatta carico, nelle sedi appropriate, di sostenere e tutelare gli interessi dei distributori italiani, mantenendo al contempo un ruolo centrale in tale contesto legislativo. Uno degli emendamenti presentati, con il sostegno dell’onorevole Vignaroli e del senatore Vaccari, specifica e propone che tutti i soggetti coinvolti nella filiera del vuoto a rendere, e cioè i produttori, i distributori ed i punti di consumo possano attraverso un accordo volontario decidere di aderire alla fase sperimentale, ciò in considerazione del fatto che un dispositivo legislativo sul vuoto a rendere nell’Horeca deve essere attuato  necessariamente attraverso un accordo di filiera, nella quale il distributore potrà avere un ruolo decisivo per l’applicazione della legge e i benefit che prevede. Il singolo esercente difatti, senza il necessario accordo con i produttori e i distributori, non potrebbe in alcun modo decidere di sperimentare il vuoto a rendere.

Sempre nell’emendamento proposto si è chiesto e ottenuto che al termine della fase sperimentale siano nuovamente coinvolte le categorie interessate, ovvero i produttori, i distributori ed i punti di consumo, al fine di decidere collegialmente se sia  produttivo estendere il sistema del vuoto a rendere anche ad altri tipi d’imballaggio, di prodotto, nonché ad altre tipologie di consumo. In questa fase, come già in quella precedente, Italgrob potrà nuovamente avere un ruolo decisivo affinché i distributori italiani possano trarre i maggiori benefici dalla legge e dallo specifico Art. 25.

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