Italgrob rimette in moto l’Art. 62

21 Ott 2015

Italgrob rimette in moto l’Art. 62

La questione “credito” nella filiera Horeca non dà cenni di soluzione. Nonostante il mercato offra qualche labile segnale di ripresa e la stagione estiva sia stata decisamente soddisfacente, quello dei ritardi di pagamento resta il problema dei problemi. Lo attesta, del resto, un recente studio condotto dalla Cribis, azienda specializzata nella business information, dal quale si evince che il settore della ristorazione extra domestica continua ad avere tassi di ritardo ampiamente sopra la media nazionale con il bar maglia nera assoluta, con solo l’8% di puntuali.

Il tanto atteso Art. 62, emanato per disciplinare tempi e sanzioni a carico dei cattivi pagatori sulle forniture di prodotti agroalimentari non ha dato i frutti sperati. Il dispositivo di legge, tanto voluto dagli operatori di una parte della filiera Horeca, (vedi i distributori) e altrettanto osteggiato e vilipeso dagli altri (gli esercenti) è stato, sin dalla sua entrata in vigore oggetto di un tira e molla estenuante e deleterio tanto da renderlo, ad oggi, un dispositivo sostanzialmente inapplicato. Anche perché l’Antritrust, l’Ente deputato a fare controlli ed erogare le sanzioni a carico di chi non rispetta i tempi di pagamento, non ha mai avuto la possibilità, o non ha mai veramente voluto espletare la funzione che la legge gli assegna, che è quella fondamentale di verificarne il rispetto, sulla scorta delle segnalazioni ricevute, e diramare le sanzioni previste.

«È come lasciare l’auto in divieto di sosta, sapendo che non ci sono vigili che verranno a fare la multa, né un carro attrezzi a mettere le ganasce e portare via l’auto» ha dichiarato come calzante esempio il presidente di Italgrob Andrea Menici. In effetti è esattamente così: ad oggi, nonostante centinaia di segnalazioni, nessun controllo è stato mai fatto da parte dell’Antitrust, e né tantomeno alcun incallito cattivo pagatore è stato mai sanzionato. In questo contesto di totale impunità, in questa legge senza giustizia, è evidente che a farne le spese continuano ad  essere i distributori stretti fra la morsa dei produttori a monte che pretendono i pagamenti nei tempi dovuti, e gli esercenti a valle che fanno i loro comodi. Indagine Cribis, docet.

Due pesi e due misure quindi, ma la situazione è ancora più gravosa se si considera che il mercato, nella fascia della distribuzione intermedia muove un  giro di affari di circa 5 miliardi di euro/annui, soldi, questi, che i distributori sono in larga parte chiamati indebitamente a finanziarie ai loro clienti. In altri termini a fare loro da banca. «Il paradosso poi – puntualizza Bepi Cuzziol, presidente vicario di Italgrob – è quello che i distributori di bevande sono chiamati ad accollarsi anche tasse e balzelli come IVA e Accise le cui somme vengono pretese dall’Erario entro un preciso e inderogabile numero di giorni, contro i conclamati e lunghi tempi con i quali realmente s’incassano a valle. In altri termini con questo sistema – conclude Cuzziol – fungiamo da esattori per conto dello Stato, senza che ci venga riconosciuta alcuna commissione, con la beffa ulteriore di vederci costretti da anticipare, con i relativi costi finanziari, partite di danaro che non centrano nulla con il nostro business  commerciale».

In questa situazione il distributore è di fatto lasciato al suo destino, senza tutele, con un Art. 62 al momento inefficace a cui si aggiunge un sistema giudiziario che, relativamente alle azioni di recupero crediti (e non solo), è farraginoso, costoso, con tempi e soprattutto con un’efficienza sulla quale è opportuno stendere un velo pietoso.

Non va bene. Non va assolutamente bene.

Italgrob, a tutela dei suoi associati, ha pertanto deciso di coinvolgere nella soluzione del problema il Sistema Confindustria alla quale appartiene, e lo vorrà fare attraverso l’istituzione di un tavolo di confronto e concertazione che possa portare quanto prima a smuovere gli ostacoli che non permettono all’ART 62 di essere operativo e efficace. Partendo da questa ferma volontà, in data 30 settembre, a Roma, nella sede di Italgrob in Confindustria, proprio in occasione di una riunione di Consiglio, la Federazione Italgrob (Presidente, Direttore e consiglieri) ha incontrato il Dott. Antonio Matonti, direttore Area affari legislativi di Confindustria.

Il confronto è stato franco e ampio e si sono discussi e approfondite le problematiche che attualmente ostano la piena applicazione dell’Articolo 62 il quale, secondo quanto affermato da Matonti, dopo alcune divergenti iniziali interpretazioni e ora a tutti gli effetti una legge certa, anche perché ci sono Confederazioni, come ad esempio Coldiretti che ne fanno un punto fermo delle loro politiche. Sempre secondo il Dott. Matonti, Italgrob insieme a Confindustria, oltre ad operare nei contesti più opportuni per smuovere gli ostacoli che al momento hanno inibito l’Art. 62, dovranno svolgere un’azione moralizzatrice del mercato dove, il rispetto dei tempi di pagamento, oltre che imposti per legge, devono far parte del bagaglio etico degli operatori.

Relativamente alle cose da fare, insieme al dirigente di Confindustria, si è concordato che Il primo fondamentale passo sarà quello di ricercare all’interno del Sistema Confindustria dei punti di comunanza con altre Federazioni consorelle. Il primo consulto sarà fatto con la Federalimentare. Si andrà poi ad approfondire la posizione di Confcommercio che come tutti sanno è sempre stata ostica sul 62. Come ultimo passo da compiere infine, quando gli attori della filiera produttori, distributori, esercenti avranno trovato una quadra delle loro rispettive attese ed esigenze, non si esclude una pressione ai più alti livelli proprio verso i Ministeri e l’Antitrust stessa. Un approdo questo necessario affinché l’Ente di controllo sciolga dubbi e riserve circa la sua funzione e si ponga nelle condizioni di svolgere il ruolo che l’Art.62 gli assegna. La macchina è quindi rimessa in moto, il percorso è complesso, ma l’Art 62 c’è, esiste, è validissimo. Bisogna ora assolutamente trovare il modo per farlo funzionare. È quanto Italgrob conta di fare con questo tavolo di lavoro insieme al sistema Confindustria. I distributori italiani non possono attendere oltre.

 

Dino Di Marino

Direttore Generale Italgrob

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